INCENDIO FABBRICA TRIANGLE (NEW YORK 25/03/1911): UNO DEGLI EVENTI COMMEMORATI DALLA GIORNATA DELLA DONNA
L´incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911, fu il più grave incidente industriale della storia di New York. Causò la morte di 146 persone (123 donne e 23 uomini), per la maggior parte giovani immigrati italiani ed ebrei. L´evento ebbe un forte eco sociale e politico, a seguito del quale vennero varate nuove leggi sulla Sicurezza sul Lavoro e crebbero notevolmente le adesioni alla International Ladies´ Garment Workers´ Union, oggi uno dei più importanti sindacati degli Stati Uniti.
L´incendio di New York è uno degli eventi commemorati dalla Giornata internazionale della donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Giornata della donna. In realtà il Woman’s Day ha una forte connotazione politica di matrice comunista. Poi l´isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l´8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con l´incendio della fabbrica Triangle.
25 MARZO 1911: L’INCENDIO
Le condizioni della TRIANGLE erano quelle tipiche del tempo. Tessuti infiammabili erano immagazzinati per tutta la fabbrica, scarti di tessuto sparsi per il pavimento, gli uomini che lavoravano come tagliatori a volte fumavano, l´illuminazione era fornita da luci a gas aperte e c´erano pochi secchi d´acqua per spegnere gli incendi. Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all´ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d´uscita.
I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell´incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiusi a chiave gli operai per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne e gli uomini rimasti intrappolati. Il processo che seguì li assolse e l´assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni morto: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari. Migliaia di persone presero parte ai funerali delle vittime.
Fonte: WIKIPEDIA
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